Era un po’ che non lo prendevo.
Stamane dovevo andare dalla Termo Idraulica per prendere dei pezzi di ricambio; volevo andarci in bicicletta poi ho optato per la mia “bimba”. Pioveva e piove tutt’ora ma la mia indole motociclistica si è rifiutata di andare in auto.
L’auto mi inibisce i pensieri, è un luogo troppo asettico, troppa distanza tra me ed il mondo esterno.
Chi non possiede una moto difficilmente potrà capire la miriade di sensazioni che mi lascia ogni volta e questa volta c’era anche la pioggia a farmi compagnia.
Sono giorni che ho una pesantezza interiore terribile, di quella pesantezza che ti rende difficile qualsiasi cosa. I pensieri ti affollano la mente, sembrano unirsi a formare un’immensa coltre nebbiosa impenetrabile.
Ho fatto un giro in moto sotto la pioggia, quella pioggia che adoro quando l’umore è negativo, quella pioggia che sa rendere liquide tutte le pesantezze della mia anima. Odio gli anni bisestili perché non mi hanno mai portato fortuna ed anche se la fortuna è un qualcosa che va sempre coltivato, negli anni bisestili si rifiuta sempre di strizzarmi l’occhiolino.
Non sono un abitudinario, tutt’altro, ma ci sono determinati momenti in cui ho bisogno delle mie cose, quelle cose che agli occhi dei più potrebbero sembrare superflue ma che a me donano serenità.
In questo ultimo periodo ho bisogno di riequilibrare il mio equilibrio, ogni tanto devo farlo; è un po’ come registrare il minimo della moto.
Una volta a casa le mie attenzioni sono andate tutte a lei, la mia bimba e a tutte quelle innumerevoli goccioline di pioggia che ne accarezzavano il suo profilo. L’ho asciugata in religioso silenzio ed è stato un po’ come rimettere i pensieri al loro posto, una sorta di feng shui mentale.
… goccioline di pioggia
20
feb






Rosa ♥
20 febbraio 2012 at 16:29
ciao marco…buona settimana
luceinombra
20 febbraio 2012 at 16:54
io invece la chiamavo la “mia monella” una piccola suzuki TU 250
piccola, leggera ma fantastica, in sella a lei mi sentivo libera… perfino quando pioveva mi divertivo, andavo pianissimo, soprattutto in città (con le rotaie poi non ti dico il rischio di scivolate…), ma ridevo come una matta e la pioggia mi lavava i pensieri di mente… comprendo bene lo stato emotivo!
tant’è che ti invidio perché tu puoi prendere sempre la tua “bimba” e andare, io non più.
ciao Marco,
L.
mbj
23 febbraio 2012 at 10:07
Venduta?
Ti sei riconvertita all’automobile oppure alla bicicletta?
O sei diventata un pedone
Matteo
20 febbraio 2012 at 18:27
Prova a corteggiarla la fortuna, come hai scritto nella colonna laterale, magari cederà alle tue lusinghe pure nell’anno bisestile. Io ho sempre avuto paura di salire su una moto, come ho paura di trovarmi dove non ho la certezza di poter reagire ad eventuali eventi nefasti. Ogni volta che devo prendere un aereo, o mi ubriaco o comincio ad assumere un quantitativo imbarazzante di caramelle, per calmarmi, con tutte le conseguenze del caso all’atterraggio. Spero che la pioggia abbia lavato via un po’ del cattivo umore di oggi. Un abbraccio.
mbj
23 febbraio 2012 at 10:06
Il lavaggio ha dato il suo effetto
Sailor Fede
21 febbraio 2012 at 12:23
“Ho fatto un giro in moto sotto la pioggia, quella pioggia che adoro quando l’umore è negativo, quella pioggia che sa rendere liquide tutte le pesantezze della mia anima.”
Come non riportare questa frase. Quando piove, sono a casa e sono un po’ malinconica, fermo tutti i miei pensieri, mi metto davanti la finestra e osservo, alcune volte con un piccolo sottofondo musicale. In questi casi ti consiglio di ascoltare “Dreams” dei Fleetwood Mac, è perfetta!
mbj
23 febbraio 2012 at 10:09
Grazie per il consiglio, non l’ascolterò ora però, aspetterò il momento giusto
Paolino
22 febbraio 2012 at 15:16
Bro, stai invecchiando e soprattutto cambi sesso alle cose… sbaglio o una volta la “bimba” aveva un altro nome (e genere)?
mbj
22 febbraio 2012 at 15:18
Ahahahaha la bimba è la mia moto!!! Anche se si chiama cicciobob
espress451
22 febbraio 2012 at 15:43
Finalmente qualcuno che adora la pioggia! E quella liquidità che fa navigare a vista la pesantezza, sciogliendola. Che bella l’immagine della tua “bimba” da asciugare a casa con tranquillità, quasi un porre i tuoi pensieri col timone a dritta…
A presto, Es.
mbj
23 febbraio 2012 at 09:10
quasi un porre i tuoi pensieri col timone a dritta…
Vero ed è la soluzione migliore, barra a dritta e navigare.
Prima o poi un approdo sereno lo si trova, anche asciugando con cura cicciobob
itesoridiamleta
23 febbraio 2012 at 18:07
Si può respirare solo nel vento che ti sfida, nella pioggia che non ti bagna, nella veloce corsa che prende il cuore prima che superi l’ultimo battito che ti tiene fermo al cemento. Si può volare dentro l’acqua che schiaffeggia il volto, che distrugge ogni pensiero, perchè correre incontro all’acquazzone è un’estasi a trecentokilometri all’ora e tutto il resto diventa sonno, e tutto il resto diventa fermo, e tu stai ancora correndo……Un saluto da una centaura
mbj
25 febbraio 2012 at 09:14
Ohhhh! Che bello!
Un’altra centaura