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… schiavi moderni, schiavisti di altri tempi

13 feb

Questo mondo, più passa il tempo e più non lo sento mio.
Un paese la Grecia, culla della cultura, lasciata marcire sotto le frustate di novelli schiavisti di altri tempi. Colonizzazioni impostate sul potere economico e non più sull’invasione di un territorio per sfruttarne le risorse.
Ora si punta a creare gli schiavi economici, a mettere in ginocchio nazioni a suon di colpi di tasse, austerity e prestiti inrisarcibili, nazioni che hanno fatto la storia!
Governi messi in ginocchio e sottomessi al volere di due imbecilli che si credono i dominatori dell’universo, cittadini ridotti alla fame perché si vogliono salvare le banche e non puntare su un risanamento senza di esse.
La sovranità buttata nel cesso per assecondare i novelli “conquistadores“.
Sono una persona che non ha paura di nulla, che reagisce sempre e comunque a tutto cercando di vedere la positività in ogni cosa ma oggi ho scoperto di aver paura anche io.
Paura che si finisca come la Grecia, perché il percorso è identico e sono identici i condottieri che ci stanno mostrando la strada. Identici sono i disagi, i malcontenti; identiche sono le persone arrabattate sui cassonetti per tirare su il cibo della giornata. Qui la gente muore di fame proprio come lì e fa male, fa dannatamente male tutto questo.
Una volta erano i Greci e Romani che dominavano il mondo, ora siamo dei burattini in mano a dei pazzi. Gli Spagnoli non sono stati da meno ed anche loro hanno intrapreso “il viale del tramonto“.
Non ho mai amato i tedeschi, hanno qualcosa insito in loro, talmente radicato nel profondo che mi ha sempre tenuto a debita distanza e guardando cosa stanno facendo ora, non posso che dire di aver avuto sempre ragione.
Hitler sarà anche morto, ma il pensiero di essere “i dominatori dell’umanità” non è morto con lui.
Siamo alla mercé di gente senza scrupoli che vede l’Europa come una terra da conquistare e la moneta unica, questo cappio al collo che ci siamo messi da soli è ciò che ci porterà ad essere conquistati se non si farà qualcosa, in tempi rapidi.
Spero in una rivoluzione anche se le rivoluzioni portano morti, carestie e devastazioni, ma anche questa sorta di rivoluzione schiavista che si muove in sordina non è da meno. Ha portato le persone agli estremi del sacrificio umano, ha portato delle Nazioni a morire di fame nemmeno fossimo paesi del quarto mondo.
Questa non è vita, non è un futuro auspicabile per nessuno.

Come ha detto una mia amica: “Non si è mai visto nella storia che gli schiavi siano preoccupati del fallimento del padrone!

La salvezza è sempre stata ed è davanti agli occhi di tutti: “lo sviluppo sostenibile“. In una nazione come l’Italia non penso proprio che sia una cosa ultra difficile da fare, basterebbe eliminare chi crea l’insostenibilità.
Lo so, il mondo che piacerebbe a me è molto utopistico, ma del tutto fattibile se solo si riuscisse a mirare tutti nella stessa direzione.

Henry Ford una volta disse: “È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario perché, se accadesse, credo che scoppierebbe una rivoluzione“.

A quando la nostra?

 

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Le linee rette sono colme di curve invisibili! --- La vita è una salita in discesa.
22 Comments

Pubblicato da su 13 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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22 risposte a … schiavi moderni, schiavisti di altri tempi

  1. popof1955

    13 febbraio 2012 at 10:07

    Dai ti porto io un po’ di ottimismo. La crisi attuale altro non è che una crisi del debito pubblico, innescata dal baby boom degli anni 50/60: troppa gente a cui pagare la pensione e troppo pochi quelli che pagano i contributi, uno sviluppo insostenibile tenendo anche conto di tutta la miriade di cose inutili che abbiamo, e non parlo di telefonini ma di aerei e navi da guerra. Stiamo mantenendo un armamentario che per smaltirlo ci vorrebbe una guerra galattica, e tanta gente da mantenere con questi costosissimi giocattoli che non servono a nulla e vengono proposti come toccasana economico per l’industria. Basterebbe che la Grecia decidesse di disfarsi delle forze armate e del loro mantenimento e tutto sarebbe bello e risolto. Potremmo farlo anche noi e via di questo passo.
    Ecco l’utopia delle 10,00 l’ho detta. Ciao :)

     
  2. Sailor Fede

    13 febbraio 2012 at 10:18

    Parzialmente d’accordo con te. Anch’io penso che la situazione italiana non sia molto diversa da quella greca e che da un momento all’altro il governo dichiari la bancarotta, le banche iniziano a fallire e noi cittadini lo prendiamo a quel posto.
    Non sono d’accordo con te solo su un punto: la moneta unica è indispensabile, se noi fossimo rimasti con la lira saremmo morti già da un bel pezzo perché non avremmo mai potuto essere al passo con il resto d’Europa e quindi i prezzi sarebbero dieci volte quelli attuali! Tornare indietro, ovviamente, è un suicidio. Bisogna fare qualcosa per noi cittadini, non possono impedirci di avere un futuro!

     
    • mbj

      13 febbraio 2012 at 12:43

      La vedrei indispensabile se tutti usufruissimo degli stessi diritti, invece qui quando s’è fatta l’Europa, a paesi come la Germania gli si è dato quel qualcosa in più che ci rende tutti schiavi dei voleri della signora Merkel e compagnia bella. La Germania aveva perso potere economico, la crisi del Marco Tedesco l’aveva messa col culo per terra e cosa facciamo noi? La rendiamo forte contro i deboli. Ottimo inizio per un’economia europea solida equa ed equilibrata.
      La moneta unica sarebbe necessaria se all’interno dell’Europa ci fossero realtà autosufficienti e non come ora che siamo pronti a prendere cani e porci accollandoci i loro debiti, attuali e futuri perché prestare soldi a strozzo fa comodo ai pochi a cui abbiamo dato potere.

      Una domanda, al passo di quel Europa siamo stati? Della Germania no, della Francia no, siamo nelle condizioni di Spagna, Portogallo e Grecia. Questa è l’Europa che abbiamo seguito e stiamo seguendo.
      Non valiamo più una beata minchia, siamo terra di conquista e prima si comprende tale cosa prima si correrà ai ripari.
      Quando è caduto Berlusconi, la Merkel e Sarkocazzo si sono precipitati in Italia per controllare quali e quante cose potessero comprare, non sono venuti a dare il benvenuto a Monti.

      Il FMI è una truffa, prestano soldi virtuali a chi ne ha bisogno ed in cambio chiedono soldi veri con manovre ammazza-persone e gli interessi li vogliono in soldi veri.
      Questo è schiavismo economico! Uno schiavismo che si evoluto, ma è sempre lo schiavo a prenderlo nel culo.

      L’Euro a me non ha portato altro che guai e credo che questo valga per tutti coloro che ne hanno le scatole piene di questa politica pseudo economica. Ha arricchito chi aveva potere ed impoverito chi, come l’Italia, si è assoggettata a porgere sempre l’altra guancia.

      Non siamo i nuovi Stati Uniti d’America e mai lo saremo, non abbiamo una costituzione che renda tutti uguali, non abbiamo nulla che ci identifichi come europei, abbiamo una moneta che ci unisce e nulla più. L’economia dei popoli va ben oltre una moneta unica e questa cosa ancora non l’hanno capita.

      Ovviamente questa è la mia personalissima opinione, condivisibile o meno :)

       
      • RobyFocus

        24 febbraio 2012 at 11:17

        in realtà quello che manca VERAMENTE è l’essere una unica Nazione! Allora sì che i diritti diventerebbero uguali per tutti, che si annullerebbero le quote (di latte, d’arance o de pummarole che siano!), le mille leggi e leggine diverse tra Francia, Germania, Italia, Spagna, Grecia, etc.etc.
        Quello che ci manca è diventare uno stato come gli USA o la Russia moderna o la Cina, una grande nazione con un unico comune fattore e non 15 diversi governi che giocano a tirare acqua al proprio mulino

         
  3. Paolino

    13 febbraio 2012 at 10:33

    Bro, sai che è la prima volta che ti leggo tanto preoccupato? Impaurito no, ma preoccupato certamente…
    Localmente mi ha fatto perplimere la tanto sbandierata copertina di Time dedicata a Monti: alla faccia del fatto che sarà il nostro salvatore, a fianco scrivono “a prime minister for desperate times”, ma se sono tempi disperati dove vogliamo andare?

     
    • mbj

      13 febbraio 2012 at 12:50

      Sì bro’, sono preoccupato perché non vedo la luce in fondo al tunnel. Vedo solo il menefreghismo dei ricconi e della politica. In questo periodo ho fatto un po’ di volontariato e ti assicuro che mi si è stretto il cuore nel vedere gente che ti racconta come l’Euro l’ha rovinata, come questo paese non ha fatto nulla e non fa nulla per salvarsi.
      Non ho figli, forse un giorno li avrò o forse no ma la domanda che spesso mi si pone davanti è sempre la stessa: che eredità stiamo lasciando loro?

      Guarda, la perplessità riguardo questa “simpatica” figura ormai vive con me tutti i giorni.

       
      • Paolino

        13 febbraio 2012 at 14:47

        Anche a me per il momento non risulta di aver lasciato eredi di Paolino per il globo, poi avrebbero ben poco da ereditare… Poi già per questo pianeta già è dura sopportare e supportare (via anche suppostare) un Paolino, non vorrei neanche pensare ad un potenziale erede con anche solo il 50% delle mie (pessime) qualità ;)
        Comunque anche egoisticamente mi domando che in tipo di mondo (non mi limiterei al paese) vivrò tra 5/10 anni? Per non pensare a quello che lascerei a dei figli…
        Non ti nascondo che da qualche tempo sto rivalutando e parecchio l’opzione rurale, forse perchè è l’unica che mi sembra “vera”

         
        • mbj

          13 febbraio 2012 at 14:48

          L’opzione rurale non credo passi mai di moda!

           
  4. Mery

    13 febbraio 2012 at 14:39

    Io sto con Tremonti e Auriti :P

     
    • mbj

      13 febbraio 2012 at 14:42

      Non avevo dubbi :P

       
    • Mery

      13 febbraio 2012 at 14:43

      p.s. anche con la Bibbia :

      “Se presti denaro al mio popolo, all’afflitto accanto a te, non devi divenire verso di lui come un usuraio. Non gli dovete imporre interesse. “Se in alcun modo prendi in pegno la veste del tuo prossimo, gliela devi restituire al tramontar del sole.Poiché è la sua sola copertura. È il suo mantello per la sua pelle. In che cosa giacerà? E deve avvenire che griderà a me, e io certamente udrò, perché sono clemente. (Esodo 22:25-27)

      …“‘E nel caso che il tuo fratello divenga povero e sia dunque economicamente debole accanto a te, lo devi anche sostenere. Come residente forestiero e avventizio, deve rimanere in vita con te. Non prendere da lui interesse e usura, ma devi aver timore del tuo Dio; e il tuo fratello deve rimanere in vita con te. Non gli devi dare il tuo denaro a interesse, e non devi dare il tuo cibo a usura.”(Levitico 25:35-38)

      “Ha dato a usura, e ha preso interesse, e positivamente non continuerà a vivere. Ha fatto tutte queste cose detestabili. Positivamente sarà messo a morte. Il suo proprio sangue sarà su di lui.”(Ezechiele 18:13)

      ” Il ricco è quello che domina su chi ha pochi mezzi, e chi prende a prestito è servitore dell’uomo che fa il prestito.” (Proverbi 22:7)

       
      • mbj

        13 febbraio 2012 at 14:45

        Non credo serva aggiungere altro!

        Anzi, sì; dovrebbero leggerla molte più persone, soprattutto questi passi!

         
  5. Matteo

    13 febbraio 2012 at 19:55

    Io ho provato sensazioni molto simili alle tue, come a guardare in uno specchio del futuro. Vedo la Grecia e penso che fra poco saremo ridotti allo stesso stato. Quello che mi domando è: Come si può costringere un popolo alla povertà? Come si può pensare che quello stesso popolo accetti di vivere in una povertà approvata dai propri legislatori e voluta da altri? Il popolo non ci può stare.

     
    • mbj

      15 febbraio 2012 at 11:31

      Come si può costringere un popolo alla povertà?
      Si chiama Medioevo! Ai giorni nostri lo chiamerei più “essere pecoroni”

      Finchè ci sarà la falsa ricchezza, si accetterà tutto.
      Hanno inventato la rateizzazione però la povertà la vogliono in contanti!

       
  6. ili6

    13 febbraio 2012 at 20:13

    voglio sperare che le cose cambino in meglio, ma in questo momento la tua preoccupazione è anche la mia.

    Henry Ford ha detto anche -Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.

    L’inizio europeo c’è stato, restare insieme sta divenendo faticosissimo perchè fondamentalmente c’è chi si sente superiore agli altri da sempre e questo non fa parte del vero essere insieme. Lavorare insieme con queste prerogative di superiorità a tutti i costi diventa quasi impossibile.

     
    • mbj

      15 febbraio 2012 at 11:40

      L’inizio europeo non c’è stato, hanno unito paesi di lingue differenti, profondamente diverse a livello culturale, politicamente tutte sovrane sotto il segno dell’Euro. Un giorno hanno detto, tu sei entrato in Europa e non vali più un centesimo, ora sei Nostro! Non c’è una costituzione che legifera per tutti, c’è una pseudo costituzione che dura i mesi che durano i presidenti europei. Non c’è equità e parità di diritti politici ed economici. Hanno allargato a realtà economicamente non solo instabili ma nemmeno autosufficenti perché hanno visto in loro “la gallina dalle uova d’oro”, hanno partorito un mostro che faceva comodo a pochi per controllare i molti.

      Volevano creare i Nuovi Stati Uniti senza sapere minimamente su cosa si fondano i Veri Stati Uniti.

      Devo ancora sentire un cittadino europeo citarsi come tale, ognuno è orgoglioso di essere ciò che è, italiano, francese, spagnolo ecc ecc… nessuno dirà mai, sono EUROPEO perché è come dire che “piace la cacca invece della cioccolata”!

       
  7. luceinombra

    13 febbraio 2012 at 22:34

    non siamo ancora così messi male da “volere” scendere in piazza… mi chiedo quanto ancora trascorrerà dal farlo e quanto costerà, e quanto servirà… mi ripeto spesso che c’è ancora troppa gente che sta bene perché davvero possa cambiare qualcosa… molto amarente penso che siamo un popolo di pecoroni… altro che conquistadores dell’antico ed alto medioevo… sappiamo solo belare

     
    • mbj

      15 febbraio 2012 at 11:45

      Come ho commentato poco fa, siamo “vuoti a rendere” rateizzati che vivono di agiatezza indotta. Quando lo capiremo, spero non sarà così tardi da dover dire, “era meglio che non facevo il passo più lungo della gamba” e potevo benissimo fare a meno di rateizzarmi anche l’aria che respiravo.

       
  8. ippaso

    14 febbraio 2012 at 23:22

    E’ difficile. Decidere per una rivoluzione, ossia mettere in conto morti e sofferenze pur di cambiare lo stato delle cose, ha senso se sai cosa farne di una eventuale vittoria.

    Se domani rovesciamo tutto che facciamo poi? Indiciamo nuove elezioni? E chi verrebbe eletto se non il Berlusconi o il Papandreu di turno? Ma anche se fosse meno indecente, tipo una Merkel, cambierebbe qualcosa nel rapporto schiavi/schiavisti?

    Prima di tutto ci serve una rivoluzione culturale. Ci serve che i partiti tornino a fare cultura, incontri, lezioni,
    ci serve che gli operai ne sappiano più dei padroni.

    Ciao a presto.

     
    • mbj

      15 febbraio 2012 at 11:56

      Ci serve morire di fame per riappropriarci delle nostre vite?
      Non credo, ma io sono ottimista di natura :D
      Non parlo di partiti perché io sono un comunista anomalo, un comunista rivoluzionario molto estremo e non mi piace la politica che si respira nei partiti.
      Non solo hanno perso la grinta e la volontà di sostenere il popolo, ma hanno perso soprattutto l’onesta intellettuale, sempre che qualcuno di loro l’abbia mai avuta.

      Sono troppo sognatore per questo mondo, un sognatore che vede il popolo al potere economico e politico e non la politioca economica a farla da sovrana calpestando le ceneri di coloro che sono il bene economico di ogni paese: il proprio popolo.

       
      • ippaso

        16 febbraio 2012 at 21:12

        Sull’ideale siamo d’accordo. Ora basta metterci d’accordo anche sulla strategia, su “cosa fare”… e direi che il futuro è servito!!! ;)

        A proposito del tuo essere sognatore… (e qui non ricordo se questa frase di Mandela l’ho letta proprio da te o su un altro blog o dove)

        Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare.

        Mi sa che senza essere sognatori non si può ottenere nulla di quel che hai scritto nel tuo commento. Quindi, continua così… hasta siempre!

         
        • mbj

          17 febbraio 2012 at 10:38

          Non a caso anche la grande Eleanor Roosevelt citava:

          Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

          Hasta Siempre ;)

           

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