C’è che un giorno ti svegli e con occhio vispo guardi il mondo che sta cambiando.
Decidi che qualcosa nella tua vita merita qualsiasi sforzo, anche il più estremo.
Poi guardi giù e sorridi, sorridi di quei sorrisi che ti aprono il cuore, vedi che lottare per un ideale, qualsiasi esso sia, è la cosa più giusta che ti senti di fare.
Lo sguardo è catturato da quel guerriero dei giusti che si arrampica su quel traliccio, uno dei tanti a non mollare mai, uno dei tanti a dire No con cognizione di causa.
Lo vedi e ti senti inorgoglito perché è una persona che come te ha capito cosa bisogna fare contro il potere dei forti.
Poi un lampo, i tuoi occhi sono accecati da un volo infinito, da un corpo steso al suolo ancora pieno di tutto ciò che lo ha portato lì. Le tue orecchie iniziano a sanguinare, senti in lontananza le grida di un popolo che non ha rispetto più per nulla, lo senti incitare alla violenza, lo senti aizzare coloro che dovrebbero difendere, contro chi è lì a difendere il proprio mondo da chi con soppruso glielo sta portando via in nome di un progresso che nessuno vuole. Novelli squadristi del nuovo millennio.
Da lì, dove hai una visione privilegiata del mondo, guardi attonito la scena e ti strazi davanti a tanta crudeltà che arriva da altrove, arriva da quelle persone che in vita loro non accenderebbero nemmeno una sigaretta senza il permesso dei loro squadristi.
Sei lì inerme e non riesci a comprendere come l’Italia possa essere diventata così profondamente e pericolosamente nazifascista, come il lottare per i propri ideali, sia divenuto motivo di aggressione fisica e morale. Come si possa odiare così tanto un essere umano che crede profondamente in ciò che fa.
Poi di nuovo un lampo ed improvvisamente il buio, qualcosa ti sta portando via da ciò in cui credi e non riesci a capacitarti di nulla mentre le grida di chi incita al massacro fanno sanguinare le tue orecchie.
Il cuore non vuole andare, sorretto dalle migliaia di grida silenziose di chi, come te, è disposto a dare la vita per i propri ideali, giusti o sbagliati che siano.
Buona vita Lù, qualsiasi essa sarà.








