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Archivio Mensile: febbraio 2012

… difendere e lottare

C’è che un giorno ti svegli e con occhio vispo guardi il mondo che sta cambiando.
Decidi che qualcosa nella tua vita merita qualsiasi sforzo, anche il più estremo.
Poi guardi giù e sorridi, sorridi di quei sorrisi che ti aprono il cuore, vedi che lottare per un ideale, qualsiasi esso sia, è la cosa più giusta che ti senti di fare.
Lo sguardo è catturato da quel guerriero dei giusti che si arrampica su quel traliccio, uno dei tanti a non mollare mai, uno dei tanti a dire No con cognizione di causa.
Lo vedi e ti senti inorgoglito perché è una persona che come te ha capito cosa bisogna fare contro il potere dei forti.
Poi un lampo, i tuoi occhi sono accecati da un volo infinito, da un corpo steso al suolo ancora pieno di tutto ciò che lo ha portato lì. Le tue orecchie iniziano a sanguinare, senti in lontananza le grida di un popolo che non ha rispetto più per nulla, lo senti incitare alla violenza, lo senti aizzare coloro che dovrebbero difendere, contro chi è lì a difendere il proprio mondo da chi con soppruso glielo sta portando via in nome di un progresso che nessuno vuole. Novelli squadristi del nuovo millennio.
Da lì, dove hai una visione privilegiata del mondo, guardi attonito la scena e ti strazi davanti a tanta crudeltà che arriva da altrove, arriva da quelle persone che in vita loro non accenderebbero nemmeno una sigaretta senza il permesso dei loro squadristi.
Sei lì inerme e non riesci a comprendere come l’Italia possa essere diventata così profondamente e pericolosamente nazifascista, come il lottare per i propri ideali, sia divenuto motivo di aggressione fisica e morale. Come si possa odiare così tanto un essere umano che crede profondamente in ciò che fa.
Poi di nuovo un lampo ed improvvisamente il buio, qualcosa ti sta portando via da ciò in cui credi e non riesci a capacitarti di nulla mentre le grida di chi incita al massacro fanno sanguinare le tue orecchie.
Il cuore non vuole andare, sorretto dalle migliaia di grida silenziose di chi, come te, è disposto a dare la vita per i propri ideali, giusti o sbagliati che siano.

Buona vita Lù, qualsiasi essa sarà.

 
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Pubblicato da su 28 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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… censura e libertà

Un connubio che spesso, troppo spesso, non si amalgama alla perfezione.
Viviamo costantemente sotto l’obiettivo di un grande fratello che decide a priori cosa sia da censurare e cosa no, come se il suo sommo giudizio supremo sia una regola su cui è lecito morire.
Ogni giorno osserviamo le oscenità che questa società è autorizzate a vedere e nessuno fa nulla, come se tutti fossimo assuefatti da quelle immagini, come se il semplice fatto che si possano vedere implichi il fatto che siano normali.
Poi un giorno, su di una bacheca di FB arriva una foto di una poesia e profondità unica a squarciare questo illusorio idillio tra censura e libertà.
Una foto che merita la censura perché definita oscena e pornografica, una foto che lede la moralità delle persone.
Il censore affila la lama della sua mannaia ed imperturbabile la passa sul collo di questa foto. Un collo meravigliosamente dipinto dall’amore che il suo fotografo ha saputo cogliere, sul collo di chi ogni giorno ed in ogni parte del mondo si rivede in quella foto. Sul collo di una società ormai del tutto scomparsa proprio sotto i colpi di quella mannaia.

Siamo una società che pur avendo intrapreso la via del declino, è talmente assuefatta da ciò che le viene imposto da regole assurde, che non sa più minimamente reagire e guardare con spirito critico il mondo in cui la lasciano vivere.

Chi, in questa foto, ci vede pornografia ed oscenità è solo perché è questo che sta cercando.

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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… buco bianco

Eh sì, è proprio scoppiata la primavera.
Me lo sto godendo proprio tutto questo sole e a quanto vedo se lo stanno godendo anche gli uccelli e le piante. Il giardino ha retto bene l’onda d’urto della nevicata ma è stato fortunato, se fosse stato uno di quei guardini romagnolo-abruzzesi-marchigiani forse sarebbe in uno stato meno brillante.
Finalmente arrivano i miei mesi, quelli del sole, del caldo non quello eccessivamente umido, i mesi del risveglio anche se poi arriverà il momento fisicamente spossante della pennichella pomeridiana, di quel momento post pranzo che ti fa chiudere l’occhio, di quel momento di soave pesantezza fisica.
Il sottofondo è magnifico, il rumore del silenzio dato dalle piante interrotto solo dal cinguettare di uccelli gioiosi è di quelli che ti dona equilibrio e serenità.
Mi ero dimenticato di quanto fosse bello il sole splendente nel pieno cielo celeste. Fa quasi male guardare questa immensa distesa monocolore spezzata solo da un piccolo quanto mai immenso pallino lucente. Sembrerebbe assomigliare ad un buco bianco lucente, una porta temporale per approdare in una dimensione parallela diversa, in un universo dove non esistono secondi che passano, dove il buio è solo frutto dell’immaginazione; una dimensione surreale di vita infinita.

 
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Pubblicato da su 25 febbraio 2012 in Corpo & Mente, Equilibrio, Salute e Benessere

 

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… 21 dicembre 2012

Secondo il calendario Maya questo dovrebbe essere il giorno della fine del Mondo.
Dato che io sono un “possibilista” e non nego mai nulla per partito preso, mi viene da chiedermi quale sia questo mondo che dovrebbe finire. Perché il cammino successivo dipenderà moltissimo da ciò che accadrà prima.
Nel “prima” vedo un’umanità formata da gente che si sta perdendo per strada.
Ha perso di vista la vera dimensione del mondo che la circonda ed ha imbullonato al primo posto delle cose da realizzare sempre e comunque “il profitto“. Lo scopo principale nella vita è accumulare soldi, che poi si facciano sulla pelle di altri esseri viventi è cosa del tutto marginale.
Nel vecchio Mein Kampf si auspicava una razza eletta per connotazioni fisico-socio-culturali, in quello odierno la razza eletta è quella che economicamente produce un profitto.
Il resto è feccia, quindi non indispensabile, quindi facilmente eliminabile.
La vita non è più il bene più prezioso al mondo, lo è solo se sei capace di produrre un profitto per chi sta sopra di te, in caso contrario potresti benissimo finire nella lunga lista di persone in attesa di una deportazione di massa mascherata da recessione economica.
Alcuni pazzi, compreso il sottoscritto, hanno sempre sostenuto che la via per salvare il mondo dalla sua fine fosse ricorrere ad uno sviluppo sostenibile incentrato sulla vita dell’essere umano, su quanto esso necessita per vivere e sul modo più “intellettualmente, moralmente e sentimentalmente onesto” di trattare le persone. Un percorso che va in senso contrario all’evolversi della vita. Un percorso dal profitto assai minimo per chi ci usa a suo comodo, quindi di fatto, un percorso non fattibile. Siamo diventati dei piccoli capitalisti e non ce ne stiamo rendendo conto, dei piccoli capitalisti che fanno gola a chi è potente e si arricchisce alle nostre spalle.
Questo è un “prima” che non darà futuro al “dopo”.
Forse è di questo mondo che i Maya parlavano, di un mondo troppo potente economicamente, di un mondo che ha gettato le basi per altri genocidi coprendoli con parole come “deficit economico mondiale
Questo sì che a parer mio, sarebbe un bellissimo cataclisma, la fine del potere economico-finanziario di chi ci usa per un suo infimo profitto.
Già sento le voci di chi sta pensando “Eh sì, ma poi?” ed io rispondo subito con un’altra domanda, “Eh sì, ma adesso?”

Forse quella data è un nuovo inizio, forse è la speranza.

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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… goccioline di pioggia

Era un po’ che non lo prendevo.
Stamane dovevo andare dalla Termo Idraulica per prendere dei pezzi di ricambio; volevo andarci in bicicletta poi ho optato per la mia “bimba”. Pioveva e piove tutt’ora ma la mia indole motociclistica si è rifiutata di andare in auto.
L’auto mi inibisce i pensieri, è un luogo troppo asettico, troppa distanza tra me ed il mondo esterno.
Chi non possiede una moto difficilmente potrà capire la miriade di sensazioni che mi lascia ogni volta e questa volta c’era anche la pioggia a farmi compagnia.
Sono giorni che ho una pesantezza interiore terribile, di quella pesantezza che ti rende difficile qualsiasi cosa. I pensieri ti affollano la mente, sembrano unirsi a formare un’immensa coltre nebbiosa impenetrabile.
Ho fatto un giro in moto sotto la pioggia, quella pioggia che adoro quando l’umore è negativo, quella pioggia che sa rendere liquide tutte le pesantezze della mia anima. Odio gli anni bisestili perché non mi hanno mai portato fortuna ed anche se la fortuna è un qualcosa che va sempre coltivato, negli anni bisestili si rifiuta sempre di strizzarmi l’occhiolino.
Non sono un abitudinario, tutt’altro, ma ci sono determinati momenti in cui ho bisogno delle mie cose, quelle cose che agli occhi dei più potrebbero sembrare superflue ma che a me donano serenità.
In questo ultimo periodo ho bisogno di riequilibrare il mio equilibrio, ogni tanto devo farlo; è un po’ come registrare il minimo della moto.
Una volta a casa le mie attenzioni sono andate tutte a lei, la mia bimba e a tutte quelle innumerevoli goccioline di pioggia che ne accarezzavano il suo profilo. L’ho asciugata in religioso silenzio ed è stato un po’ come rimettere i pensieri al loro posto, una sorta di feng shui mentale.

 
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Pubblicato da su 20 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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… c’è chi

Ha bisogno di costruirsi la bellezza su misura tramite airbag vari, chi per farsi notare ed entrare nella storia (?!?!?!?) si presenta in pubblico con un nuovo prototipo di intimo invisibile e chi ha capito tutto della vita da un bel pezzo e sa che ciò che sei fuori è ciò che sei dentro…

Non ci sarà età che potrà scalfire minimamente la sua immensa e fiera grandezza.

Brividi!

 
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Pubblicato da su 17 febbraio 2012 in Musica

 

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… radici

Nick Drake – Time Has Told Me


Il mondo dei blog è uno strano mondo fatto di persone dalla consistenza gassosa che pian piano si trasforma in carne vera, che prendono vita dal nulla e che spesso, silenziosamente, ritornano in quel nulla da dove sono venute. Altre radicano nella tua vita e lo fanno con radici profonde.
Radici che qualche volta rischiano di staccarsi, che qualche volta fanno vacillare il tutto ma che trovano infinite energie per rimanere attaccate al substrato che le nutre.
Sono passati 9 mesi. 9 mesi da uno dei periodi più brutti della mia vita. Un periodo in cui questo tipo di radici in genere subiscono lacerazioni insanabili, lacerazioni che difficilmente il tempo riesce a rimarginare.
In 9 mesi molto è cambiato.
Questo tipo di radici sono le più difficili da nutrire perché sono esigenti, sono sincere, sono straordinariamente vere.
9 mesi fa il web si stava riprendendo quello che mi aveva donato, se lo stava riprendendo con gli interessi e tutto per colpa mia, per non essere riuscito a dare il giusto nutrimento a quelle radici. Con queste radici ho litigato, per queste radici ho pianto, con queste radici ho sorriso, loro mi hanno dato la possibilità di migliorre me stesso, di spostare i miei limiti sempre un passo avanti.
Agenti esterni hanno tentato di far rinsecchire il substrato, una sorta di disserbanti internauti del nuovo millennio che per loro sfortuna, non sono stati efficaci. Altri invece hanno cercato di vendere fumo ed incassare il dovuto ma anche essi hanno raccolto solo cenere su cui meditare.
Radici forti come queste mi hanno aiutato a superare molti ostacoli, mi hanno insegnato ad essere una persona migliore, mi hanno fatto crescere.

Devo moltissimo a queste radici, gli devo moltissimo perché di eventi così eccezionali ne capitano veramente pochi nella vita e lei, con quel suo carattere cazzuto che va oltre l’invidia, la gelosia e la cattiveria di stuole di disserbanti umani, con quella sana follia insita nel suo “io”, lei con quella sua voglia di confronto assoluto, lei e soltanto lei ha saputo trovare la via, quella via che tengo celata, che custodisco gelosamente fra le pieghe della mia anima, quella via che solo pochi, pochissimi sanno trovare. Lei l’ha trovata perché è da sempre che conosceva dove cercarla in me. Perché accettare e comprendere sono i primi passi per arricchire e rendere unico un intreccio di radici.

Ci sono persone che ti migliorano la vita concedendoti una possibilità inaspettata. Grazie a lei ed a questa insperata possibilità, ora, a distanza di 9 mesi posso solo dire:

Grazie di essere così come sei, meravigliosamente folle.
Ti voglio un gran bene :*

PS: Molti non ti capiranno mai, ma non è colpa tua; semplicemente quei “molti” non sanno minimamente quanto sia semplice capirti.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2012 in Deliri Mentali

 

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