Il giorno della memoria. Ma la memoria di chi? La memoria riferita a cosa?
Perché ci deve essere un giorno della memoria e 365 giorni della dimenticanza?
Lo scrissi qui anche un anno fa e lo ribatto qui, oggi, nel giorno degli Ebrei.
Perchè?
Questa è la mia domanda che prima o poi gradirebbe una risposta.
Sono una persona che non ama le disuguaglianze, non ama questi morti privileggiati, non ama la memoria corta e spesso addirittura inesistente riguardo altre atrocità.
Non ho nulla contro gli Ebrei, assolutamente nulla, ma questa giornata suscita in me immensa rabbia perché loro una giornata della memoria l’hanno avuta, mentre altri no e se questa giornata è la loro allora lo è di tutti quei popoli martoriati da deportazioni e genocidi.
Si piange e si ricorda il loro sterminio con grande cordoglio, l’umanità si spertica in giornate di lutto e di pellegrinaggi, ma questa umanità, una volta tanto, non mi piace.
Per le madri di Plaza de Mayo non esistono pellegrinaggi, per i genocidi palestinesi non esistono momenti di cordoglio, per i cinesi di piazza Tienanmen non esistono lacrime di cuore, e per il popolo armeno? Potrei continuare all’infinito.
Sono consapevole di essere sempre la voce “fuori dal coro“, quello che va sempre controcorrente; sì ne sono consapevole ma qualche volta bisognerebbe andare un po’ tutti controcorrente perché l’umanità intera ha quel qualcosa di magico che non dovrebbe perdere mai, l’umanità appunto!
Come ho detto qualche riga sopra, questo è l’unico giorno dell’anno in cui l’umanità non riesco ad adorarla, mentre a volte la gente mi sorprende e si evolve in “persone“.





