Ed anche questo se ne sta andando portando via con se sudore, sorrisi, rabbia, gioia e tutto ciò che è stato un anno di vita. Quando si giunge in questo periodo dell’anno si cominciano a fare i resoconti e si sfogliano le pagine del libro delle speranze venture. Ci si augura che il prossimo sia migliore di quello trascorso come se l’anno che si sta silenziosamente eclissando fosse stato del tutto negativo.
Bisognerebbe imparare a saper apprezzare tutto, anche le cose negative, perché potrebbero sorprenderci e donarci qualcosa di veramente unico.
Personalmente eviterò di fare richieste perché prendere ciò che arriverà senza augurarsi il meglio o il meno peggio sarà sempre un qualcosa di buono che si sarà conquistato.
L’unico augurio che posso farvi per l’anno venturo è di stare in salute, il resto verrà da se.
Bruce Springsteen with The Seeger Sessions Band – Oh Mary, Don’t You Weep(Live)
A chi non sopporta il Natale
e a chi invece lo adora,
… a chi siede all’angolo della strada
e a chi quella strada la percorre con il sorriso sulle labbra,
… a chi vive la vita col piglio del combattente
e a chi la vita se la lascia scorrere sulla pelle,
… a chi ci guarda con gli occhioni umidi
e a chi l’occhio umido non ce l’ha mai,
… a chi spende tempo prezioso per noi
e a chi quel tempo non lo spende nemmeno per se,
… a chi è in galera
e a chi è libero come l’aria,
… a chi piange di gioia
e a chi sorride di rabbia,
… a chi adora i parenti
e a chi non vede l’ora di levarseli da torno,
… a chi ha soldi da spendere
e a chi ha da spendere solo il suo bene,
… a chi sa accettare ciò che la vita a lui dona
e a chi non si accontenta mai di nulla,
… a chi frequenta il mio blog
e a chi c’è capitato solo per caso.
A chi ha qualcuno lì su che lo ama
e a chi nemmeno lì lo ha.
Ma un augurio speciale va a chi è folle, perché possa sempre preservare, conservare e tutelare nel suo animo, quel pizzico di pazzia che lo rende vero.
Una volta parlammo di odio ed amore, un’altra volta ci fu un bel dibattito sulla gelosia e l’invidia, un’altra volta non ricordo su cosa, perché ne ho fatti di post “urticanti però mi sono reso conto che in tutta questa baraonda di post ho dimenticato una cosa: l’amicizia.
Parliamo di amicizia?!? Sì, si daiiiii, parliamone!!!!
E voi direte: “beh che c’è da dire sull’amicizia?“
Spazzati dal vento, svaniti nel nulla. Sono volati via come niente e nemmeno me ne sono reso conto. Dicono che da ora in poi si dovrebbe mettere la testa a posto ma la mia mi piace troppo dove sta e come sta.
La follia non è una cosa che prendi e metti sottovuoto; la follia è qualcosa che ti porti dentro sempre.
In genere in questi casi si fa una sorta di punto della situazione ed io se mi guardo indietro trovo pochissime cose che non rifarei, una sola sicuramente e per il resto ripercorrerei le stesse strade commettendo i medesimi errori perché se cambiassi qualcosa non diventerei ciò che sono ora e siccome mi piaccio troppo come sono, persevererei
Ho vissuto all’ombra di due autentici miti: Il mago di Oz ed Alice nel paese delle meraviglie.
Mi hanno insegnato ad avere fiducia in me stesso, che non serve chiedere qualcosa a qualcuno quando quel qualcosa è dentro di te. Che la felicità è qualcosa che non si trova ma si ha. Mi hanno insegnato che tutti nel loro piccolo potevano darmi qualcosa perché nel bene e nel male, tutti abbiamo qualcosa da dare.
Le ingiustizie, la vita vissuta come illusione e non realtà, l’essere “matti” in un mondo di matti.
“Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa!
Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!“
“Ora so che se deciderò ancora di andare in cerca della felicità, non dovrò cercarla oltre i confini del mio giardino, perché se non la trovo là, non la troverò mai da nessun’altra parte.“
Forse è anche per questo che non sento mio questo mondo e non amo festeggiare il compleanno, io amo il “non compleanno” perché non c’è cosa più bella del festeggiare tutti i giorni il non compleanno.
In un posto lontano chiamato WEB, viveva una bimba di nome Privacy. Una bimba allegra, riservata e sempre sorridente. Le piaceva giocare solo con chi conosceva e quando qualche bimbo sconosciuto si avvicinava, lei nel suo guscio si ritraeva.
Poi un bel giorno navigando in rete, si rese conto di non essere poi così tutelata; impaurita decise di chiedere aiuto e sembrava quasi esserci riuscita, sino a quando non capitò su di un sito dove lesse le sue informazioni spiaccicate in bella mostra in pubblica.
Tremò tutta e si domandò: ma cosa ci fanno queste persone con queste informazioni? Perché tutti devono sapere da dove vengo?
Da allora ogniqualvolta entra in rete, cerca sempre posti dove l’anonimato è luogo comune di sane risate e dove le informazioni di contatto sono segrete o visibili solo ai padroni dei siti.
Strana la vita vero? Tutti ci si interroga sulla famosa violazione della Privacy e poi cadiamo nell’errore di riempire i nostri blog/siti o pagine web di tutte quelle applicazioni iper invasive che ti dicono da dove arrivi e che una volta su 10 a momenti ti beccano anche il numero civico, l’ora in cui sei andato al cesso e quanto ci sei rimasto. Non contente, sempre queste applicazioni, rivelano il tutto ad ogni visitatore di casa tua, come se pubblicizzare i fatti altrui faccia parte della tappezzeria di casa.
Non credo sia un discorso del tipo “io non ho nulla da nascondere“, credo sia una questione di principio perché il voler dare informazioni personali sta alla discrezione di ognuno di noi e non alla perfida spia ficcanaso che dice a mezzo mondo quanto tempo sto seduto sul cesso
Viviamo in un mondo dove anche il respirare ci viene controllato, non sarebbe il caso, almeno in rete, di tornare un po’ nell’anonimato?
Questo è il record giornaliero di questo blog. Non ho mai dato importanza alle statistiche perché scrivo per me stesso e coloro che mi seguono lo fanno a loro rischio e pericolo , però questa statistica mi incuriosisce e sapete perchè? Perché l’11 dicembre io non ho postato nulla e nonostante questo, 598 disperati sono approdati qui
Minkia, arriva più gente quando non scrivo che quando scrivo; si vede che hanno capito che prevenire è meglio che curare ahahahahaaha
I miei sogni ed i miei ideali sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti.
Marco.
La fortuna va coltivata perchè è una “prima donna”... se la coccoli e la corteggi, prima o poi si farà vedere ma se l’aspetti come cosa dovuta puoi star certo che creperai “solo e morto di fame”
Se te ne stai affossato in poltrona tutto il giorno aspettando che qualcosa ti accada, l’unica cosa che ti potrà accadere sarà ammuffire su quella poltrona.